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ATLANTIS Letteratura Scientifica del Fisiosviluppo umano

The use of inertial sensors in sports: A bibliometric network and cluster analysis

L'uso dei sensori inerziali nello sport: un'analisi di rete bibliometrica e dei cluster

Caprioli, L.; Romagnoli, C.; Della Loggia, L.; Najlaoui, A.; Campoli, F.; Cariati, I.; Edriss, S.; Bonanni, R.; Paté, A.; Chadefaux, D.; Tancredi, V.; Padua, E.; Annino, G.; Bonaiuto, V.
2026  |  Smart Health, vol. 41 (2026), articolo 100690 — Elsevier  |  articolo  |  DOI: 10.1016/j.smhl.2026.100690  |  ISBN: None  |  Atlantis — NUNI APS  |  27/07/2026

Abstract
Gli IMU (Inertial Measurement Units) sono sensori indossabili utilizzati per rilevare dati relativi all’accelerazione, alla velocità e all’orientamento del corpo durante il movimento. Lo studio presenta un’analisi bibliometrica della letteratura scientifica dedicata all’impiego degli IMU nello sport negli ultimi due decenni. Sono stati esaminati 12.620 documenti ricavati dalle banche dati Scopus e Web of Science, allo scopo di individuare l’andamento della produzione scientifica, gli autori e i Paesi maggiormente attivi, le pubblicazioni più influenti e i principali ambiti di ricerca. L’analisi rileva una crescita rapida della produzione scientifica e dell’impatto citazionale, con un h-index complessivo pari a 192 e il 27% delle pubblicazioni collocato al di sopra della media citazionale del relativo settore. Gli Stati Uniti e la Cina risultano i Paesi con il maggiore contributo scientifico. Tra i principali ambiti di applicazione individuati figurano l’analisi biomeccanica del movimento, il monitoraggio del carico esterno, la valutazione della prestazione, la prevenzione degli infortuni e l’analisi delle abilità residue negli atleti paralimpici. Lo studio segnala inoltre alcune criticità tecniche ricorrenti nella letteratura, tra cui gli artefatti dovuti al movimento dei tessuti molli, la deriva del segnale, la necessità di algoritmi di fusione dei dati e la mancanza di protocolli e metriche standardizzati tra dispositivi e sistemi differenti.

Commentario
Ad un genitore potrebbe essere proposto l’uso di sensori per il movimento soprattutto quando un bambino presenta difficoltà motorie, neurologiche o di sviluppo: nei centri di riabilitazione, nei laboratori del cammino, nei progetti sportivi o in alcune valutazioni specialistiche. Questi strumenti producono numeri, grafici e confronti che possono sembrare molto oggettivi. Questo articolo mostra che il dato fornito da un sensore potrebbe non avere ancora quei criteri di affidabilità e standardizzazione che ci si aspetta da uno strumento. Pertanto lo strumento non è mai indipendente dal modo in cui viene raccolto e interpretato. Il risultato può cambiare in base al tipo di dispositivo, alla posizione sul corpo, al fissaggio, alla calibrazione, al software utilizzato e al protocollo scelto. Inoltre, la ricerca non dispone ancora di procedure completamente uniformi e confrontabili tra sistemi diversi. Per un genitore, comprenderlo significa saper leggere questi dati con maggiore consapevolezza, riconoscendo il valore dello strumento senza attribuirgli un significato più ampio di quello che può realmente offrire. Significa anche poter valutare con più chiarezza la solidità del protocollo utilizzato e il modo in cui i risultati vengono interpretati. L’utilità dell’articolo sta quindi nel ridimensionare l’idea del sensore come responso automatico. Può essere uno strumento utile, ma il dato acquista significato solo se viene inserito in una valutazione più ampia, competente e attenta al bambino nella sua globalità.

🌿L'Articolo è in formato A4, già pronto da allegare o stampare.

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Pondus (nota a margine)
L’articolo è un’analisi bibliometrica, non una validazione diretta dei sensori. Descrive lo stato della ricerca e segnala limiti legati alla variabilità di dispositivi, protocolli e metodi di elaborazione; i risultati non sono quindi generalizzabili automaticamente a tutti i contesti.