ATLANTISLetteratura Scientifica del Fisiosviluppo umano
Effects of physical activity interventions on cognitive and academic performance in children and adolescents: a novel combination of a systematic review and recommendations from an expert panel
Relazione tra competenza motoria e funzioni esecutive nei bambini e negli adolescenti: revisione sistematica e meta-analisi
R. Bao; L. Wade; A.A. Leahy; K.B. Owen; C.H. Hillman; T. Jaakkola; D.R. Lubans
La revisione sistematica e meta-analisi ha esaminato la relazione tra competenza motoria e funzioni esecutive in bambini e adolescenti tra 5 e 18 anni. Gli autori hanno analizzato studi trasversali, longitudinali e sperimentali reperiti in sei banche dati scientifiche fino al giugno 2023. Su 12.117 record iniziali, 44 studi hanno soddisfatto i criteri di inclusione e 37 sono stati inseriti nella meta-analisi, per complessivi 251 effetti.
La competenza motoria comprendeva abilità locomotorie, controllo degli oggetti, stabilità e misure generali di competenza motoria; le funzioni esecutive comprendevano inibizione, memoria di lavoro, flessibilità cognitiva e misure generali.
È emersa un’associazione positiva complessiva, di entità piccola ma consistente, tra competenza motoria e funzioni esecutive (r = 0,18; IC 95% 0,13–0,22). L’associazione risultava presente negli studi trasversali, longitudinali e sperimentali e nelle diverse componenti della competenza motoria. L’età non risultava moderare significativamente il rapporto.
Gli autori concludono che competenza motoria e funzioni esecutive sono positivamente associate durante infanzia e adolescenza. I risultati sperimentali disponibili suggeriscono che interventi rivolti alla competenza motoria potrebbero avere effetti favorevoli sulle funzioni esecutive, ma il numero ancora limitato di studi sperimentali non permette di stabilire con certezza la causalità né i meccanismi responsabili.
Commentario
Questo studio ci dice che organizzare bene il movimento e organizzare bene un’azione mentale non sono due mondi completamente separati.
Pensiamo a un bambino che deve portare un vassoio da un tavolo all’altro mentre altri bambini si muovono nella stanza. Non gli basta “saper camminare”. Deve ricordarsi dove deve arrivare, mantenere lo scopo, dosare la forza, adattare il passo, fermarsi se qualcuno gli attraversa la strada e scegliere magari un percorso diverso. Se il vassoio si inclina deve accorgersene e correggere rapidamente il gesto.
Dentro un’attività apparentemente motoria stanno quindi lavorando anche capacità molto vicine alle funzioni esecutive: mantenere un’informazione attiva, inibire una risposta, cambiare strategia, controllare l’azione mentre la si esegue.
Lo stesso avviene quando un bambino costruisce qualcosa insieme a un compagno, attraversa uno spazio con ostacoli, deve arrestarsi e ripartire seguendo un ritmo, trasporta materiali, sistema oggetti in un ordine o modifica il proprio movimento perché la situazione è cambiata.
La meta-analisi non dimostra che fare movimento renda più intelligenti, né che qualsiasi attività fisica produca automaticamente migliori capacità attentive. Mostra però che, in decine di studi, la competenza motoria e le funzioni esecutive risultano associate in modo abbastanza costante da emergere anche quando i dati vengono analizzati insieme.
Una giornata nella quale il bambino, un ragazzo può muoversi, manipolare, trasportare, costruire, orientarsi, collaborare, arrestare e modificare le proprie azioni offre continuamente occasioni nelle quali corpo e regolazione dell’azione devono funzionare insieme. E questo va ben oltre le parentesi ricreative o lo sfogo dopo ore di studio.
Seguire una consegna, mantenere uno scopo, aspettare, interrompere un’azione inefficace, modificarla e riprenderla sono richieste che ritroviamo continuamente nella vita scolastica e familiare. La competenza motoria non è la causa esclusiva di queste abilità, ma sostiene con solidità il terreno funzionale nel quale le competenze maturano stabilmente.
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Pondus (nota a margine)
Revisione sistematica e meta-analisi di 44 studi, con dati trasversali, longitudinali e sperimentali: il peso metodologico è elevato. L’effetto complessivo è sensibile e gli studi sperimentali vanno implementati ulteriormente. L’articolo sostiene bene l’esistenza di una relazione tra competenza motoria e funzioni esecutive, relazione chiaramente non esclusiva. È particolarmente utile per collocare il movimento all’interno dello sviluppo complessivo dell’autoregolazione e dell’organizzazione dell’azione.