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ATLANTIS Letteratura Scientifica del Fisiosviluppo umano

Primitive Reflex Activity in Relation to the Sensory Profile in Healthy Preschool Children

Attività dei riflessi primitivi e profilo sensoriale nei bambini prescolari sani

Pecuch A., Gieysztor E., Telenga M., Wolańska E., Kowal M., Paprocka-Borowicz M.
2020  |  International Journal of Environmental Research and Public Health, 2020; 17(21):8210.  |  studio-osservazionale  |  DOI: 10.3390/ijerph17218210  |  ISBN: None  |  Atlantis — NUNI APS  |  25/05/2026

Abstract
Lo studio ha esaminato 44 bambini tra quattro e sei anni, considerati sani e privi di diagnosi motorie, cognitive o di bisogni educativi speciali. Gli autori volevano verificare se l’attività di alcuni riflessi primitivi fosse associata a particolari caratteristiche del profilo sensoriale osservate dai genitori. I riflessi sono stati valutati mediante test sviluppati da Sally Goddard Blythe per l’età prescolare. Il profilo sensoriale è stato raccolto attraverso apposite schede compilate dai genitori, riguardanti aspetti come equilibrio, postura, coordinazione, pianificazione del movimento e ricerca o evitamento di alcune esperienze sensoriali. Quasi tutti i bambini mostravano almeno una traccia di attività riflessa. I livelli più elevati di attività complessiva risultavano associati soprattutto a caratteristiche riconducibili alla disprassia, alla ricerca di stimolazioni vestibolari e sensoriali e alle difficoltà posturali. Lo studio suggerisce che l’osservazione dei riflessi possa contribuire allo screening dello sviluppo sensomotorio in età prescolare. I risultati descrivono una compresenza tra attività riflessa e caratteristiche sensoriali; il disegno dello studio non permette di stabilire che una sia la causa dell’altra.

Commentario
Questo studio parte da un gruppo di bambini senza diagnosi e senza difficoltà, eppure quasi tutti avevano riflessi primitivi ancora attivi e non pienamente integrati. Una risposta riflessa può essere presente anche in un bambino che gioca, impara, parla, si relaziona e conduce una vita ordinaria. La domanda è: come entra nell’organizzazione del corpo un riflesso attivo? Un bambino cerca continuamente movimento. Un altro lo evita, si irrigidisce se perde equilibrio e si muove con prudenza. Sono due modi diversi di gestire l’esperienza vestibolare. Lo stesso vale per i gesti quotidiani. Un bambino ha bisogno di guardare le mani mentre infila la giacca, o per maneggiare le posate e guarda i piedi ad ogni passo. Visto da fuori potrebbe essere etichettato come goffo o ipercontrollante, i suoi sistemi, invece, possono essere impegnati a mantenere assetto ed equilibrio, orientarsi nello spazio e coordinare informazioni provenienti da più sensi, ma noi non lo sappiamo e spesso nemmeno lui. Lo studio mostra che, in presenza di riflessi attivi, la pianificazione motoria può diventare più complessa e il corpo, per restare organizzato, può chiamare in causa sistemi che dovrebbero essere occupati in altre faccende. Il peso di riflessi ancora attivi dipende molto dalle variabili ambientali, dalle stragegie compensative costruite nel tempo, dalla salute, dalle relazioni familiari. Per questo due bambini con un profilo riflesso simile possono funzionare in modo molto diverso. Questo dispiegamento di risorse spesso non è visibile a genitori e insegnanti. Il bambino riesce comunque, però si stanca, perde il filo, evita alcune attività, ha bisogno di prevedere tutto, si agita nei luoghi rumorosi o cerca appoggi continui. La difficoltà può dipendere dal costo necessario per mantenere disponibile un’abilità che dovrebbe già possedere e che, invece, il corpo deve ancora sostenere passo per passo. Questo studio non registra tono muscolare, oscillazione posturale, respiro, tempi di recupero o quantità di attenzione impiegata. Mette però in relazione l’attività riflessa con il modo in cui il bambino organizza le esperienze sensoriali e motorie. Per un genitore il valore sta proprio nel mostrare le dinamiche tra riflessi, intesi come forze applicate, e strategie di compensazione. Inciampare spesso, cercare movimento, evitare alcune posizioni, stringere troppo la matita o disorganizzarsi quando arrivano più richieste insieme possono essere segnali del lavoro che il corpo sta facendo per costruire stabilità.

🌿L'Articolo è in formato A4, già pronto da allegare o stampare.

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Pondus (nota a margine)
Studio trasversale su 44 bambini: rileva associazioni, ma non dimostra causalità. La valutazione dei riflessi è osservativa e il profilo sensoriale deriva dai questionari dei genitori. I risultati, interessanti, richiederebbero conferma su campioni più ampi e con misure strumentali.