The Influence of Positioning on Spontaneous Movements of Preterm Infants
L'influenza del posizionamento (la postura con cui viene messo un bambino nella culletta) sui movimenti spontanei nei neonati prematuri
Nakano, Hisako; Kihara, Hideki; Nakano, Junji; Konishi, Yukuo
2010
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Journal of Physical Therapy Science, Vol. 22, Issue 3
| articolo
| DOI: 10.1589/jpts.22.337
| ISBN: None
| Atlantis — NUNI APS | 18/03/2026
Abstract
Studio su 12 neonati prematuri a basso rischio in NICU, videoregistrati a 38-39 settimane di età postmestruale della madre. Sei hanno ricevuto un programma di posizionamento dalla nascita fino alle 35-36 settimane: collocati in un nest con asciugamani sagomati, alternando posizione prona, supina e sul fianco, sempre con un contenimento fisico morbido che imita la flessione uterina e impedisce al corpo di cadere in estensione sotto la gravità. Gli altri sei hanno ricevuto le cure abituali, senza posizionamento specifico. Mediante marcatori riflettenti applicati ai polsi e alle caviglie e un sistema di analisi video bidimensionale, sono stati registrati e quantificati i movimenti spontanei. I neonati del gruppo posizionato portavano le mani alla linea mediana o la attraversavano, mostravano maggiore variabilità nella velocità dei movimenti e mantenevano pattern motori simili a quelli dei neonati a termine anche un mese dopo la conclusione del programma. I risultati indicano che il posizionamento appropriato facilita la postura in flessione e i movimenti verso il centro del corpo, replicando le condizioni uterine.
Commentario
Un neonato prematuro in terapia intensiva, senza che vengano ricreate condizioni posturali adeguate alla sua età, sviluppa pattern motori che rimangono bloccati su schemi estensori primitivi — quelli che dominano quando il sistema nervoso è ancora nelle fasi più arcaiche.
Fuori dall'utero, il corpo del prematuro non ha ancora il tono muscolare per contrastare la gravità. Messo a riposo su una superficie piatta cade in estensione: braccia aperte, gambe larghe, testa di lato. In quella postura il sistema nervoso registra comunque i suoi primi schemi motorici e li consolida, anche se non ottimali. Il nest e il posizionamento alternato ionvece sono l'ambiente che permette al sistema nervoso di finire di integrare le sue funzioni.
I bambini posizionati correttamente, in questo studio, portavano le mani alla linea mediana, coordinavano i movimenti con maggiore variabilità e mantenevano quei pattern anche un mese dopo la fine del programma. Quelli non posizionati no, pur essendo clinicamente sani, a basso rischio, senza diagnosi.
Questo è il punto che interessa a noi, ma va letto con precisione.
Lo studio riguarda un sistema nervoso esposto alla gravità prima che il tono muscolare sia pronto a gestirla, in un'epoca in cui il bambino biologicamente non dovrebbe essere ancora nato. Il contenimento in quel contesto non è una scelta pedagogica — **è una protesi ambientale temporanea che supplisce all'utero assente. ** Estrapolare questo principio e applicarlo a tutti i bambini è un errore concettuale.
Un bambino nato a termine, sano, nel pieno delle sue capacità motorie, ha bisogno di spazio, variazione, libertà di movimento, superfici su cui esplorare la gravità con il tono muscolare che già possiede. Il suo sistema nervoso è pronto per quella sfida. Toglierla rappresenterebbe un impoverimento dell'ambiente di sviluppo.
Ciò che questo studio dice, con precisione, è che la postura ricevuta durante le finestre critiche di sviluppo modella i pattern motori che il bambino costruirà. Per un genitore significa che come si tiene il bambino nelle prime settimane è una questione neurologica e sviluppativa. Per un insegnante significa che il bambino di cui conosce la prematurità, che arriva a scuola con difficoltà di coordinazione, scarso controllo del tronco, fatica a stare seduto, può avere una storia posturale precoce che nessuno ha mai collegato a quello che si vede oggi in classe.
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Pondus (nota a margine)
Abbiamo scelto di includere questo studio esplorativo, che è stato condotto su un campione molto piccolo (12 soggetti), anche se privo della forza statistica di una ricerca su larga scala, perché comunque porta a delle riflessioni circa l'importanza di avere cognizione di causa su come funziona lo sviluppo. Piccoli e non invasivi cambi posturali rispettando il setting gestazionale, possono produrre meno effetti collaterali dovuti ad un precoce abbandono del grembo. Sei bambini l'hanno confermato in modo misurabile e visivo — con marcatori e analisi video .