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PODCAST La voce di Nuni — Fisiosviluppo raccontato

Le Abilità

Sviluppare le abilità

22/11/2022

Sviluppare le abilità

Imparare o Sviluppare? Sono due momenti diversi. Sviluppi l'abilità e solo a quel punto puoi imparare. Spesso i problemi di apprendimento non sono veri problemi di apprendimento...

Daniela: Ci facevi comprendere quanto sono importanti i movimenti riflessi che si attivano quando succede qualcosa — se uno cade, il movimento riflesso è quello di difendersi mettendo avanti le mani, cose che facciamo senza pensarci.

Nuni: Esatto. E questo ci porta a capire quanto l'lessico — le parole che usiamo — abbia un peso specifico notevole. Dire "sviluppo", "educazione", "crescita" non vuol dire la stessa cosa, anche se spesso li trattiamo come sinonimi. Sono importantissimi i termini, capirli profondamente.

Daniela: Quindi stavi dicendo che questi riflessi si attivano automaticamente, ma solo quando permettiamo ai bambini di fare certe esperienze?

Nuni: Sì. Se impedisco tutte le esperienze, non so se quell'abilità si è sviluppata o no — lo scopro solo al momento. Allora parliamo di riflessi senza entrare nello specifico: noi ne abbiamo tantissimi tipi. E perché ne parlo? Perché molta parte dello sviluppo delle nostre connessioni neurologiche — per fare tutto quello che facciamo — deriva proprio dai riflessi. Un riflesso è la risposta automatica, istintiva, che diamo a un evento. Annusiamo del pepe e starnutiamo. Sentiamo freddo e la pelle si accappona. Ogni riflesso risponde a un istinto di sopravvivenza del corpo.

Daniela: E questi riflessi, soprattutto in età infantile, costruiscono qualcosa di più profondo?

Nuni: Costruiscono quello che chiamo l'esoscheletro neurologico — una fitta rete di autostrade su cui scorrono le automobili, come i letti di un fiume collegati tra loro, come un circuito elettrico. L'elettricità è tutto quello che sappiamo fare: parlare, muoverci, relazionarci, studiare, memorizzare. I movimenti riflessi costruiscono questa architettura.

Daniela: Fai un esempio concreto?

Nuni: Il riflesso prensile, quello che ti aiuta ad afferrare e lasciare le cose. Le connessioni neurologiche che si formano quando questo si attiva sono le stesse — insieme ad altre — che favoriscono la nascita del linguaggio, del cammino. Non si possono apprendere queste cose: la postura eretta che teniamo non è apprendimento, è sviluppo. Chi capisce la differenza tra queste due parole sa aiutare il proprio figlio, o no.

Daniela

Daniela: E se il percorso non avviene automaticamente?

Nuni: Se non lo sai, non riesci ad aiutare. Un bambino goffo, che non riesce a imparare a leggere o le tabelline, non è stupido: non ha lo strumento per poterlo fare. Non basta avere un corpo — il corpo deve abilitarsi a produrre quello che produce. Come un computer: non basta l'hardware funzionante, servono i programmi installati e che comunichino tra loro. I bambini con autismo, Asperger, disprassia, non hanno completato questo lavoro. E questa è una discriminante enorme.

Daniela: E cosa può fare un genitore, concretamente?

Nuni: Incitare il bambino è totalmente inutile — è come dire a un computer "dai, ti prego, installa Word". Le motivazioni non servono a niente. Bisogna invece seguire il principio evolutivo dello sviluppo: i riflessi si presentano dal più semplice al più complesso. Se un bambino non si para quando cade, non è automatico — bisogna andare per gradi, tornare al gradino precedente. Il primo gradino del sapersi difendere è il tatto, il tocco. Per muovere il corpo al punto da difendersi, devo avere prima una buona conoscenza del mio corpo. E per averla, ho bisogno del contatto.

Daniela: Quindi le coccole, il contatto fisico, hanno una base fisiologica?

Nuni: Esatto. Lo stimolo tattile deve essere vario: morbido, più duro, il tatto della mamma, il piede scalzo nell'erba, nei sassolini, nelle superfici bagnate, calde, asciutte — tutta la palette della vita quotidiana. Io genitore di un bambino autistico che non ha mai permesso al figlio di camminare scalzo in casa: cominci a farlo, perché so che il contatto dei piedi con il pavimento svilupperà in lui connessioni neurologiche che sono uno dei tanti pezzettini necessari a farlo parlare, o difendersi.

A cura di redazione