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ATLANTIS Letteratura Scientifica del Fisiosviluppo umano

Measuring Primitive Reflexes in Children with Learning Disorders

Misurazione dei riflessi primitivi in bambini con disturbi dell'apprendimento

Bilbilaj S., Gjipali A., Shkurti F.
2017  |  European Journal of Multidisciplinary Studies, Vol. 5, Issue 1  |  articolo  |  DOI: 10.26417/ejms.v5i1.p285-298  |  ISBN: None  |  Atlantis — NUNI APS  |  04/03/2026

Abstract
Studio qualitativo condotto a Valona, in Albania, su un campione di bambini con diagnosi di disturbo dell'apprendimento, di età compresa tra 6 e 10 anni — pari al 20% della popolazione scolastica locale con questa diagnosi. Utilizzando la batteria di valutazione sviluppata da Sally Goddard Blythe, gli autori hanno misurato la presenza di otto riflessi primitivi: Moro, Rooting, Suzione, ATNR (tonico asimmetrico del collo), TLR (tonico labirintico), Palmare, Galant spinale e STNR (tonico simmetrico del collo) — riflessi che normalmente si attivano in epoca intrauterina o subito dopo la nascita e si integrano entro il primo anno di vita. I risultati: ATNR, TLR e STNR sono presenti nel 100% dei bambini esaminati. Il riflesso di Moro nel 92,8%. Galant, Rooting e Palmare nel 64,2%. Nessun bambino del campione risulta privo di riflessi primitivi attivi. Lo studio non include un gruppo di controllo senza diagnosi — un limite dichiarato dagli stessi autori — ma i dati sono coerenti con la letteratura internazionale sul tema, che associa la persistenza di riflessi primitivi non integrati a diverse difficoltà di apprendimento. Gli autori propongono che la persistenza di questi riflessi oltre l'età biologica in cui dovrebbero integrarsi interferisca con la formazione di nuove vie nervose, sottraendo risorse ai processi cognitivi superiori coinvolti in lettura, scrittura, attenzione e calcolo.

Commentario
Il dato è netto, e in parte sorprendente per la sua uniformità: tre riflessi su otto sono presenti in tutti i bambini esaminati, senza eccezione. Nessuno dei 14 bambini del campione risulta privo di riflessi primitivi attivi, sono una presenza sistematica. Questo conferma, con dati di campo, quello che la pratica clinica osserva da tempo in tante altre ricerche: un bambino con difficoltà di apprendimento sta lottando contro un sistema nervoso che continua a generare risposte motorie automatiche e involontarie — quelle stesse risposte che dovevano essersi spente entro il primo anno di vita — mentre tenta di costruire i circuiti più evoluti necessari proprio per l'apprendimento. Le due cose competono per le stesse risorse neurologiche: la maturazione dei sistemi sviluppativi precede e comanda sulla produzione culturale e relazionale, perché è quella che fornisce i mezzi con cui costruiamo la nostra base culturale. Vi è in questa ricerca una cautela necessaria, che gli stessi autori dichiarano: lo studio non ha un gruppo di controllo. Non sappiamo con quale frequenza questi stessi riflessi sarebbero presenti in bambini senza diagnosi di disturbo dell'apprendimento, nella stessa fascia d'età, nello stesso contesto. Il campione è piccolo e locale. I dati documentano una presenza diffusa, non stabiliscono un nesso causale a senso unico. Quello che il lavoro offre, con questo limite tenuto presente, è un cambiamento della domanda. Difronte a un bambino che fatica a scuola, prima di chiederci se è demotivato o se serve più esercizio sulla materia, vale la pena capire se il suo sistema nervoso ha completato il lavoro che doveva fare nei primi anni di vita: integrare funzioni neurologiche e renderle disponibili ai processi di apprendimento. Non sostituisce la valutazione cognitiva o didattica: essendo basante andrebbe posta come prima domanda.

🌿L'Articolo è in formato A4, già pronto da allegare o stampare.

Pondus (nota a margine)
Studio qualitativo su campione piccolo (14 bambini) e contesto locale, privo di gruppo di controllo — limite dichiarato dagli stessi autori. I dati percentuali sono precisi e verificabili nella tabella originale dello studio. Ampiamente citato nella letteratura internazionale successiva sui riflessi primitivi (Pecuch, Konicarova, studi su ADHD e ASD) come riferimento empirico precoce. Pondus medio: utile come punto di ingresso e come dato di campo concreto, da affiancare a studi con gruppo di controllo per chi cerca evidenza più solida sul nesso causale.