Sensory–motor transformations for speech occur bilaterally
Le trasformazioni sensomotorie del linguaggio avvengono bilateralmente
Cogan G.B.; Thesen T.; Carlson C.; Doyle W.; Devinsky O.; Pesaran B.
2014
|
Nature
| studio-osservazionale
| DOI: 10.1038/nature12935
| ISBN: None
| Atlantis — NUNI APS | 28/12/2020
Abstract
Attraverso registrazioni dirette dell'attività elettrica cerebrale in pazienti con elettrodi impiantati per motivi clinici, lo studio ha osservato cosa succede nel cervello nel passaggio tra ascoltare una parola e ripeterla ad alta voce. Il modello classico prevedeva che questo passaggio — dalla percezione uditiva al comando motorio dell'articolazione — avvenisse soprattutto nell'emisfero sinistro, sede storicamente riconosciuta del linguaggio. I dati mostrano invece che le aree coinvolte nella trasformazione sensomotoria si attivano in entrambi gli emisferi, con la stessa probabilità di trovare risposte sensomotorie a destra e a sinistra. In un compito successivo di trasformazione tra suoni, i due emisferi hanno mostrato di poter eseguire insieme il collegamento tra ciò che viene percepito e ciò che viene prodotto. Le funzioni linguistiche più elevate — sintassi, significato — restano invece organizzate prevalentemente a sinistra: è il passaggio sensomotorio specifico, non tutto il linguaggio, a mostrarsi bilaterale.
Aggiornamento in data 14/07/2026: lo studio, pubblicato nel 2014, è stato ripreso e confermato da lavori successivi fino al 2025, che ne hanno esteso i risultati ad altre condizioni sperimentali (percezione in ambienti rumorosi, elaborazione di consonanti native e non native) confermando la natura bilaterale delle trasformazioni sensomotorie del linguaggio.
Commentario
Il termine "dominanza emisferica" porta con sé un'immagine cosi semplificata da risultare sbagliata: un lato del cervello comanda, l'altro esegue o resta a guardare. Questo studio ci mostra, parlando di Linguaggio, che le cose sono molto più complesse di cosi. Quando ad esempio una parola passa dall'orecchio alla bocca — dal suono percepito al movimento che lo riproduce — il cervello lavora con entrambi gli emisferi insieme.
È un dato che aiuta a leggere la lateralizzazione con più precisione e questo ci aiuta ad agire con maggiore corrispondenza. La lateralizzazione è un processo molto complesso e lungo il suo percorso di integrazione abilita man mano proprio la capacità di far eseguire ai due emisferi tutti i passaggi necessari al completamento di un compito assegnato, in questo caso per esempio, parlare. Un bambino che fatica a stabilizzare la dominanza — nella mano, nell'occhio, nel linguaggio — sta ancora organizzando una collaborazione tra i due lati. La lateralizzazione non è un interruttore che si accende una volta per tutte: alcune funzioni si stabilizzano su un lato, altre restano condivise per natura. Molte lateralizzazioni sono effettivamente tali, ma solo su un segmento di tutta la procedura per portare a buon fine un compito. Ogni compito da realizzare rimbalza da un lato all'altro del cervello e da sopra a sotto, esattamente come una pallina da ping pong, finchè il compito non va a segno.
Per chi osserva lo sviluppo del linguaggio in un bambino, questo sposta l'attenzione da "quale emisfero domina" a "quanto bene i due emisferi comunicano tra loro" — una domanda diversa, e più vicina a quello che si può nutrire nella vita quotidiana. Da qui possiamo capire quanto è importante offrire al bambino stimoli bilaterali, quanto è importante assisurarsi che nessuna parte del corpo venga avvantaggiata a scapito di un'altra. Per fare un esempio: un occhio bendato per mesi, una ingessatura per mesi, esercitarsi con il violino in una età troppo precoce, forzare la destra anzitempo, può interferire con tutti i processi automatici che portano i due emisferi a relazionarsi e comunicare bene ed efficacemente per portare a compimento i nostri obbiettivi.
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Pondus (nota a margine)
Registrazioni elettriche dirette dalla corteccia (elettrocorticografia), il livello di precisione più alto disponibile sull'uomo per questo tipo di domanda. Pubblicato su Nature, con conferme convergenti in studi successivi fino al 2025. Il limite è strutturale al metodo: campione ridotto (elettrodi impiantati solo in pazienti candidati a chirurgia per epilessia) e compito di laboratorio con parole isolate. Pondus alto per solidità del dato, letto con la cautela dovuta a un campione piccolo e specifico.