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CODEX Sistemi Fisiosviluppativi — Neurosviluppo Riflessi intrauterini, primitivi, posturali · Sensory integration · Equilibrio e propriocezione

B - Riflessi di sviluppo

Riflesso Prensile Palmare


Se avete mai messo un dito nel palmo di un neonato, avrete visto certamente le dita che si serrano intorno al vostro con una forza sorprendente. E' il Riflesso Prensile. Alla nascita il pediatra lo testa, controlla che il bambino stringa con forza, è il segno che tutto va bene.
Compare già intorno all'undicesima settimana di gravidanza.
Adesso arriva la parte da capire per bene. Vi spiega il perchè i nostri figli le mani le debbono usare e molto. Fargliele usare già da piccolini sarà per loro una vera poliza sulla vita. Alla nascita, l'ordine di chiudere la mano arriva dalle parti più antiche del sistema nervoso, quelle che governano le risposte immediate, senza bisogno di "pensarci". Con la maturazione, il controllo passa progressivamente alla corteccia cerebrale — la parte più giovane e più legata al pensiero — ed in particolare ad una sua parte: la corteccia motoria. Insieme a loro entrano in gioco altre due strutture, fondamentali:
i gangli della base, che imparano a trattenere i movimenti non richiesti invece di lasciarli partire in automatico — la stessa capacità che userà, anni dopo, per restare seduto al banco invece di alzarsi, o per aspettare il proprio turno invece di interrompere
il cervelletto, che affina la coordinazione fine e il tempismo del movimento — la stessa struttura coinvolta, per esempio, nella fluidità e nel ritmo con cui si articolano le parole quando si parla
Nessuna di queste aree si sviluppa solo per la mano. Sono le stesse strutture che il cervello userà, negli anni successivi, ogni volta che serve scegliere un'azione invece di un'altra ed eseguirla con precisione — camminare, parlare, concentrarsi, aspettare invece di reagire d'istinto. Per questo la mano è una finestra fondamentale da cui guardare lo sviluppo di nostro figlio: se integra e sviluppa bene le mani, farà lo strumento neurologico che servirà anche per altre funzioni che saranno necessarie man mano che cresce. Educate i figli ad esercitare in casa, all'aperto, nel gioco, con molti e variegati lavori e giochi manuali, quotidianamente le mani, soprattutto in libertà di movimento e realtà.
Questo percorso è la base di tutte le abilità manuali future: disegnare, scrivere, usare le posate, suonare uno strumento.

Esempi di comportamenti
Il prensile non ancora ben integrato si può vedere soprattutto nella mano che scrive: la matita tenuta con le dita chiuse a pugno, la punta che si rompe spesso perché la pressione sul foglio è eccessiva. È la stessa mano, spesso, che fatica a posare un oggetto con delicatezza — lo lascia cadere invece di appoggiarlo — e che stringe più del necessario anche cose che non richiedono forza: il cucchiaio a tavola, il manubrio della bici. A volte il segnale non è nella mano ma vicino alla bocca: labbra socchiuse, lingua fuori, un movimento continuo della bocca proprio mentre il bambino scrive o disegna. E poi c'è tutto quello che riguarda la fatica: attività manuali fini e prolungate — ritagliare, abbottonare, allacciare — che stancano molto più del previsto; gesti che coinvolgono tutto il braccio o la spalla quando basterebbero le dita; compiti che chiedono alle due mani di fare cose diverse insieme, come tenere fermo il foglio con una mano mentre l'altra taglia, e che risultano più difficili del previsto. Può non essere un prensile, ma questa evenienza va tenuta da conto. sì.
Detto anche
palmar grasp reflex, riflesso di presa palmare, risposta di Babkin, riflesso prensile, prensione
A cura di Nuni Burgio  |  21/01/2026