"Sei più cervello destro o cervello sinistro?" È una delle semplificazioni più diffuse — e più fuorvianti — quando si parla di sviluppo e apprendimento. L'idea che esistano persone "logiche" perché usano prevalentemente l'emisfero sinistro e persone "creative" perché usano il destro non regge di fronte ai dati. Nel 2013 un gruppo di ricercatori dell'Università dello Utah ha analizzato le scansioni cerebrali di oltre 1000 persone tra i 7 e i 29 anni, cercando esattamente questo: un'impronta globale che rendesse alcuni cervelli più "sinistri" e altri più "destri". Non l'hanno trovata. La lateralizzazione esiste — alcune funzioni specifiche, come il linguaggio, tendono davvero a coinvolgere più un emisfero che l'altro — ma è una proprietà locale, collegamento per collegamento, non un tratto generale della persona.
Il motivo è semplice e radicale: nessuna azione, per quanto elementare, è compito di una sola parte del cervello. Ogni gesto che facciamo — anche il più automatico — nasce dal lavoro coordinato di aree corticali e sottocorticali diverse, spesso su entrambi gli emisferi insieme, collegate in tempo reale dal corpo calloso. È lo stesso principio del connettoma: non conta il singolo nodo, conta la rete.
Per chi ha a che fare con lo sviluppo dei bambini, questo non è un dettaglio accademico, è qualcosa che ogni genitore e ogni docente deve sapere. Se un bambino fatica a scrivere, la domanda utile è: quale, tra le tante funzioni coinvolte, sta faticando a integrarsi con le altre?