Vista, udito, tatto, gusto, olfatto: cinque. Ma ne abbiamo almeno sette — e i due che mancano in questa lista sono probabilmente i più importanti per l'apprendimento. Il sistema vestibolare e la propriocezione non hanno organi visibili come gli occhi o le orecchie, ma sono la base su cui tutti gli altri sensi si appoggiano. Senza di loro, gli altri cinque non riescono a fare il loro lavoro.
I sensi si sviluppano in sequenza, seguendo un ordine fisiologico preciso. Il primo a emergere, già nella vita intrauterina, è il tatto. Poi il sistema vestibolare, che regola l'equilibrio e l'orientamento nello spazio. Poi gusto e olfatto, già attivi nelle ultime settimane di gravidanza. Poi l'udito. Infine la vista, l'ultima a raggiungere la maturazione completa, che richiede mesi dopo il parto.
Nessun senso si sviluppa e opera in modo isolato: ognuno è rinforzato, modificato e influenzato dalle informazioni provenienti dal resto dei sistemi sensoriali.
Tra tutti i sensi, quello vestibolare ha un ruolo speciale: è il primo a svilupparsi e mielinizzarsi, ed è il sistema attraverso cui passano e si coordinano tutti gli altri. Il sistema vestibolare è il nodo di smistamento dell'intero sistema sensoriale.