La corteccia cerebrale è lo strato più esterno e più recente del cervello. È la sede del pensiero cosciente, del linguaggio, della pianificazione, della creatività, del ragionamento astratto, della volontà. È la grande e assoluta protagonista della nostra epoca — così protagonista che spesso ci dimentichiamo che da sola non sa fare nulla. Usa tutto il lavoro immenso compiuto da tutte le strutture sottostanti, e senza di esse resta un palcoscenico vuoto.
È difficile capire, per noi che letteralmente adoriamo la corteccia cerebrale, che se nostro figlio non riesce a parlare, non è esattamente colpa sua. E quando riesce a parlare, non è esattamente merito suo. Strutture antiche lavorano sotto quel sottile strato di cervello: la corteccia si costruisce sui fondamenti del tronco encefalico e del sistema limbico, e il suo rendimento, le sue performance, il suo brillare dipendono dalla qualità dell'integrazione di tutti i sistemi avvenuta nei livelli sottostanti.
Te lo dico perché è su questa comprensione che ti giochi la possibilità di far maturare le delicatezze di sviluppo di tuo figlio — o le tue.
I due emisferi cerebrali — destro e sinistro — sono specializzati in funzioni diverse e comunicano attraverso il corpo calloso, un fascio di fibre nervose che li collega. Lo sviluppo di questa comunicazione interemisferica è uno dei risultati principali del primo anno di vita motoria: strisciare e carponare in schema incrociato è la palestra del corpo calloso. È fisiologia, non scuola di pensiero — le tappe motorie non sono negoziabili, fanno parte del nostro sviluppo, e le occasioni perché un bambino possa agirle vanno fornite. Senza se e senza ma.
Quando questa fase viene saltata o è stata insufficiente, la comunicazione interemisferica è meno fluida. Non significa che la corteccia non funzioni: significa che le due metà del cervello parlano con più sforzo. Questo si manifesta nelle difficoltà di lettura — che richiede coordinazione continua tra i due emisferi — nella lateralità mista, nelle difficoltà di espressione scritta rispetto a quella orale, nella fatica a eseguire compiti sequenziali anche quando il ragionamento astratto è intatto.
La corteccia può compensare molto, attraverso strategie e artifici. Ma la compensazione ha un costo energetico reale: significa stress, cortisolo, chimica che si altera. E quando il corpo è in quello stato, tutto ne risente — il comportamento, la volontà, la determinazione, l'emotività, la relazionalità, la capacità di apprendimento. È un sistema che sta lavorando troppo per troppo tempo e in modo complicato. Prima o poi presenta il conto.