Persistent Primitive Reflex and Developmental Delay in the School-Aged Child
Riflessi primitivi persistenti e ritardo dello sviluppo nel bambino in età scolare
Martello J.M.
2023
|
Journal for Nurse Practitioners, Vol. 19, Issue 10
| articolo
| DOI: 10.1016/j.nurpra.2023.104767
Abstract
I riflessi primitivi sono pattern motori automatici presenti dalla vita fetale, essenziali per la sopravvivenza nelle prime settimane di vita. Nel corso del primo anno si integrano progressivamente nel sistema nervoso centrale, lasciando spazio alle funzioni motorie e cognitive volontarie. Quando questa integrazione non avviene nei tempi fisiologici, i riflessi persistono oltre la finestra attesa — e continuano a interferire con lo sviluppo neuromotorio, cognitivo ed emotivo nei mesi e negli anni successivi.
Questa review narrativa di Jennifer Martello, pubblicata nel 2023 sul Journal for Nurse Practitioners, sintetizza le evidenze disponibili sull'associazione tra riflessi primitivi persistenti e ritardi neurosviluppativi nei bambini in età scolare. I riflessi esaminati includono Moro, radicamento, prensione palmare, riflesso tonico asimmetrico del collo (ATNR), riflesso di Galant spinale, riflesso tonico labirintico, Landau e riflesso tonico simmetrico del collo (STNR). La letteratura rivista indica un'associazione crescente e documentata tra la persistenza di questi riflessi e condizioni come disturbi dell'apprendimento, disturbo dello spettro autistico, disturbi dell'elaborazione sensoriale e dislessia.
L'autrice sottolinea che i clinici — in particolare i professionisti del primo contatto come i pediatri e gli infermieri specializzati — dovrebbero includere la valutazione dei riflessi primitivi nella sorveglianza dello sviluppo, e raccomanda l'uso di strumenti di screening standardizzati per favorire l'identificazione precoce e l'intervento mirato.
Commentario
Un bambino che arriva in prima elementare con difficoltà di attenzione, scrittura incerta, fatica a seguire le istruzioni verbali — viene osservato, valutato, inserito in percorsi logopedici o neuropsicologici. Raramente qualcuno nella catena diagnostica verifica se il suo riflesso di Moro è ancora attivo, se l'ATNR interferisce con la coordinazione occhio-mano, se il riflesso di Galant spinale reagisce ancora al contatto con la cintura della sedia.
Questo articolo ha il pregio di portare questa prospettiva dentro la medicina di primo contatto — quella dei professionisti che vedono il bambino ai bilanci di salute, nelle visite di routine, prima che il ritardo diventi diagnosi. Il messaggio è semplice: la persistenza dei riflessi primitivi non è una curiosità neuromotoria. È un fattore contributivo reale e identificabile nei disturbi che più frequentemente portano le famiglie a chiedere aiuto — dislessia, difficoltà di apprendimento, ASD, problemi sensoriali.
La valutazione non richiede strumenti sofisticati. Richiede che qualcuno sappia cosa cercare e quando farlo. Restituire questa competenza ai professionisti del primo contatto significa anticipare l'identificazione del problema — e dare alle famiglie una risposta più rapida e più vicina a dove vivono.
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