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ATLANTIS Letteratura Scientifica del Fisiosviluppo umano

Developmental Language Disorder and Uninhibited Primitive Reflexes in Young Children

Disturbo dello sviluppo del linguaggio e riflessi primitivi non integrati nei bambini piccoli

Matuszkiewicz M., Gałkowski T.
2021  |  Journal of Speech, Language, and Hearing Research, Vol. 64, Issue 3  |  articolo  |  DOI: 10.1044/2020_JSLHR-19-00423

Abstract
Un bambino che non riesce ad acquisire il linguaggio nei tempi attesi, che fatica a ripetere parole nuove, a costruire frasi, a seguire istruzioni verbali — senza che ci sia una causa neurologica evidente, una perdita uditiva o un ritardo cognitivo globale — riceve spesso la diagnosi di disturbo del linguaggio (DLD). Quello che raramente viene cercato è se il suo sistema motorio più arcaico — i riflessi primitivi — abbia completato il suo percorso di integrazione. Questo studio dimostra che esiste una correlazione significativa e misurabile tra la presenza di riflessi primitivi non inibiti e la severità del disturbo del linguaggio nei bambini in età prescolare e scolare. Matuszkiewicz e Gałkowski della SWPS University di Varsavia hanno confrontato 75 bambini con diagnosi di DLD (età 4–10 anni) con 99 bambini a sviluppo tipico della stessa età, sottoponendoli a una batteria di 6 test sui riflessi primitivi e a un test di ripetizione di non-parole — il marcatore più sensibile del disturbo del linguaggio. I risultati mostrano che più alto è il livello di riflessi primitivi non inibiti, più basso è il punteggio nella ripetizione di non-parole. I bambini con DLD presentano un profilo di riflessi persistenti significativamente diverso dai coetanei a sviluppo tipico. Lo studio è osservazionale e non stabilisce causalità, ma apre una direzione diagnostica e interventistica che la letteratura sul tema aveva trascurato: i riflessi primitivi come livello basale da valutare sistematicamente nei bambini con difficoltà linguistiche.

Commentario
Un bambino che non riesce ad acquisire il linguaggio nei tempi attesi, che fatica a ripetere parole nuove, a costruire frasi, a seguire istruzioni verbali — senza che ci sia una causa neurologica evidente, una perdita uditiva o un ritardo cognitivo globale — riceve spesso la diagnosi di disturbo del linguaggio (DLD). Quello che raramente viene cercato è se il suo sistema motorio più arcaico — i riflessi primitivi — abbia completato il suo percorso di integrazione. Questo studio dimostra che esiste una correlazione significativa e misurabile tra la presenza di riflessi primitivi non inibiti e la severità del disturbo del linguaggio nei bambini in età prescolare e scolare. Matuszkiewicz e Gałkowski della SWPS University di Varsavia hanno confrontato 75 bambini con diagnosi di DLD (età 4–10 anni) con 99 bambini a sviluppo tipico della stessa età, sottoponendoli a una batteria di 6 test sui riflessi primitivi e a un test di ripetizione di non-parole — il marcatore più sensibile del disturbo del linguaggio. I risultati mostrano che più alto è il livello di riflessi primitivi non inibiti, più basso è il punteggio nella ripetizione di non-parole. I bambini con DLD presentano un profilo di riflessi persistenti significativamente diverso dai coetanei a sviluppo tipico. Lo studio è osservazionale e non stabilisce causalità, ma apre una direzione diagnostica e interventistica che la letteratura sul tema aveva trascurato: i riflessi primitivi come livello basale da valutare sistematicamente nei bambini con difficoltà linguistiche.

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