Measuring Primitive Reflexes in Children with Learning Disorders
Misurazione dei riflessi primitivi in bambini con disturbi dell'apprendimento
Bilbilaj S., Gjipali A., Shkurti F.
2017
|
European Journal of Multidisciplinary Studies, Vol. 5, Issue 1
| articolo
| DOI: 10.26417/ejms.v5i1.p285-298
Abstract
Questo studio, condotto in Albania su bambini tra i 6 e i 10 anni con diagnosi di disturbo dell'apprendimento, ha misurato la presenza di otto riflessi primitivi usando lo strumento di valutazione sviluppato da Sally Goddard Blythe, direttrice dell'INPP di Chester. I riflessi esaminati sono quelli che normalmente si attivano in utero o subito dopo la nascita e si integrano — cioè cessano di essere dominanti — entro il primo anno di vita: il riflesso di Moro, il Rooting, la Suzione, l'ATNR (riflesso tonico asimmetrico del collo), il TLR (riflesso tonico labirintico), il Palmare, il Galant spinale e lo STNR (riflesso tonico simmetrico del collo).
Il risultato principale è netto: ATNR, TLR e STNR sono presenti nel 100% dei bambini esaminati. Il riflesso di Moro nel 92,8%. Il Galant, il Rooting e il Palmare nel 64,2%. Nessun bambino del gruppo esaminato risulta privo di riflessi attivi. Lo studio non confronta questo gruppo con bambini senza disturbi dell'apprendimento — è un limite dichiarato — ma i dati sono coerenti con quanto emerge dalla letteratura internazionale: nei bambini con difficoltà di apprendimento, la presenza di riflessi primitivi non integrati è sistematica, non occasionale.
Gli autori sottolineano che i disturbi dell'apprendimento non dipendono dal contesto socioculturale né dalle modalità di insegnamento, e che la loro base è neurologica. La presenza di riflessi primitivi attivi oltre la loro età biologica interferisce con la costruzione di nuove vie nervose, e mantiene il sistema nervoso centrale in uno stato di risposta automatica che sottrae risorse ai processi cognitivi superiori — lettura, scrittura, attenzione, calcolo. In altri termini: il bambino non riesce a imparare non perché non voglia, non perché sia pigro o distratto, ma perché una parte del suo sistema nervoso è ancora impegnata a gestire risposte automatiche che avrebbero dovuto concludersi molto prima.
Commentario
Un bambino che non riesce a copiare dalla lavagna, che perde il segno nella riga, che tiene la matita in modo poco funzionale, che si alza continuamente, porta spesso con sé una spiegazione: è dislessico, è iperattivo, ha un disturbo dell'attenzione. Difficilmente ci si chiede se il suo corpo ha completato quello che avrebbe dovuto completare nel primo anno di vita.
I riflessi primitivi non sono un dettaglio tecnico. Sono il primo linguaggio del sistema nervoso — risposte automatiche che permettono al neonato di sopravvivere, di muoversi, di nutrirsi. Quando i riflessi si integrano, cioè quando cessano di essere dominanti, lasciano il posto a movimenti volontari, a posture stabili, a processi cognitivi che possono svilupparsi serenamente e senza queste interferenze. Quando non si integrano, rimangono attivi sotto la superficie — e continuano a richiamare risorse che il cervello in crescita avrebbe bisogno di usare altrove.
Questo studio lo mostra con una chiarezza difficile da ignorare: in un gruppo di bambini con diagnosi di disturbo dell'apprendimento, tutti — senza eccezioni — presentano almeno tre riflessi primitivi ancora attivi. Il riflesso di Moro, quello che nei neonati si attiva a ogni suono improvviso o perdita di equilibrio, è presente nel 92,8% di loro. I riflessi tonici del collo, che nei primi mesi organizzano la postura e il movimento degli arti, non si sono mai ritirati del tutto.
Per un genitore, questo cambia la domanda da fare. Non solo: cosa non riesce a fare mio figlio? Ma anche: cosa sta ancora gestendo, ogni giorno, il suo sistema nervoso — e quanto gli costa? E come posso aiutarlo ad integrare?
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