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ATLANTIS Letteratura Scientifica del Fisiosviluppo umano

Effects of replicating primary-reflex movements on specific reading difficulties in children: a randomised, double-blind, controlled trial.

Effetti della replicazione dei movimenti riflessi primari sulle difficoltà di lettura nei bambini: uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato

McPhillips, M.; Hepper, P.G.; Mulhern, G.
2000  |  The Lancet, vol. 355, n. 9203, pp. 537–541  |  articolo  |  DOI: 10.1016/s0140-6736(99)02179-0

Abstract
Le difficoltà di lettura nei bambini possono avere una radice neurologica che non riguarda il linguaggio: la persistenza di riflessi primari — quei pattern motori automatici presenti dalla vita fetale — può interferire con lo sviluppo delle competenze di letto-scrittura. Quando questi riflessi vengono replicati attraverso sequenze di movimento specifiche, le difficoltà migliorano in modo misurabile. È quanto dimostra uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e con gruppo placebo, pubblicato su The Lancet nel febbraio 2000 da McPhillips, Hepper e Mulhern della Queen's University di Belfast. Lo studio ha coinvolto 60 bambini tra gli 8 e gli 11 anni, selezionati tra 98 con riflessi primitivi persistenti e livello di lettura insufficiente, abbinati per età, sesso, QI verbale e presenza del riflesso tonico asimmetrico del collo (ATNR). I partecipanti sono stati assegnati a tre gruppi: uno sperimentale con sequenze motorie specifiche che replicano i movimenti generati dal sistema dei riflessi primari in fase fetale e neonatale; uno placebo con movimenti non specifici; uno di controllo senza alcun intervento motorio. I risultati mostrano una riduzione significativa del livello di riflesso persistente nel gruppo sperimentale (variazione media -1,8; IC 95% -2,4 / -1,2; p<0,001), assente nei gruppi placebo e controllo. Gli autori concludono che il funzionamento educativo dei bambini può essere condizionato dall'interferenza di un sistema neurosviluppativo precoce, e propongono una nuova direzione terapeutica basata sulla valutazione del funzionamento neurologico sottostante e sulla sua remediazione.

Commentario
Un bambino di nove anni fatica a leggere. Legge lentamente, perde il segno, inverte lettere. I genitori hanno già sentito parlare di dislessia, forse hanno già fatto una valutazione. Nessuno ha chiesto se quel bambino, a riposo, ruota involontariamente la testa da un lato quando allunga il braccio. Nessuno ha notato che il suo tono muscolare cambia a seconda della posizione. Questi segnali — minimi, quasi invisibili nella vita quotidiana — appartengono a un sistema neurologico che avrebbe dovuto completare la sua funzione nei primi mesi di vita e non l'ha fatto. Lo studio di McPhillips e colleghi dimostra che questo non è un dettaglio secondario. Il riflesso tonico asimmetrico del collo, quando persiste oltre i tempi fisiologici, non scompare da solo con la scolarità o con l'esercizio ripetuto della lettura. Può essere affrontato attraverso sequenze di movimento precise — non riabilitative nel senso convenzionale, ma modellate sui pattern motori con cui quel sistema si sarebbe dovuto integrare nei primissimi mesi. I bambini che hanno seguito queste sequenze hanno mostrato una riduzione significativa del riflesso e, con essa, un miglioramento nella lettura. Gli altri no. Questo cambia la prospettiva diagnostica. Un bambino che fatica a leggere non ha necessariamente un problema di intelligenza, di impegno o di metodo didattico. Può avere un sistema neurosviluppativo che non ha completato il suo percorso. Riconoscerlo è il primo passo. Lavorarci sul corpo — in modo preciso e fondato — è il secondo.

🌿L'Articolo è in formato A4, già pronto da allegare o stampare.

Pondus (nota a margine)
Articolo rilevante : I risultati mostrano una riduzione significativa del livello di riflesso persistente nel gruppo sperimentale (variazione media -1,8; IC 95% -2,4 / -1,2; p<0,001), assente nei gruppi placebo e controllo. Gli autori concludono che il funzionamento educativo dei bambini può essere condizionato dall'interferenza di un sistema neurosviluppativo precoce